Dott.ssa Valentina Battistella

Aumento-dei-problemi-di-relazione-nei-giovani-un-disturbo-che-può-causare-solitudine-e-isolamento-sociale nell'era COVID

Solitudine e aumento dei problemi di relazione: ecco i disturbi che possono portare i giovani all’isolamento sociale

Numerose ricerche hanno dimostrato l’importanza del gruppo dei pari nell’età adolescenziale. E’ infatti in questa fase di vita che si formano la propria identità, si stabiliscono i valori, le proprie idee, la propria capacità di giudizio, di conseguenza i problemi di relazione e di isolamento che possono comparire in questa fase possono rivelarsi estremamente delicati e complessi.

Il confronto con altri e il contatto sociale sono infatti di importanza fondamentale.

Se qualche volta per un ragazzo o una ragazza non è così semplice e vi sono delle fatiche maggiori nell’instaurare dei significativi rapporti con i pari che possono portare a situazioni di solitudine e isolamento è necessario riconoscere la situazione problematica fin dai primi sintomi.

Senza un intervento tempestivo che supporti il giovane in chiave relazionale e lo aiuti nella socializzazione c’è il rischio che si sviluppino altre problematiche più profonde che vadano ad intaccare anche aree della personalità. 

La solitudine e l’ isolamento sociale tra i giovani nell’era COVID contribuiscono ad aumentare i problemi di relazione

C’è da aggiungere che anche il periodo storico COVID/post COVID in cui viviamo non è il più favorevole per gli adolescenti, sopratutto per coloro che sono più a rischio di sviluppare problemi di relazione e isolamento. Quarantena, didattica a distanza e distanziamento sociale non hanno fatto altro che rendere più faticoso il creare rapporti sociali. 

Certo il web ed i social da alcuni punti di vista sono stati per alcuni una risorsa, ma per altri hanno reso il tutto ancora più difficile: pensiamo a come i social si siano ben prestati a “maschera” per i più timidi o al contrario da “cassa di risonanza” per i più spavaldi.

Adolescenti in continuo confronto con gli altri dove se non crei post non “sei visto” e di conseguenza “sei una nullità” , ma se posti e parli di te ti esponi, puoi venire attaccato, deriso, ridicolizzato.

A volte la chiusura in se stessi è l’unica soluzione per affrontare certe situazioni, almeno così è ciò che il ragazzo crede. E qui sta il nostro compito come educatori, genitori, psicologi: Aiutarlo a trovare un equilibrio, a creare ed esporre le proprie idee senza essere frenato dalle opinioni degli altri, dall’essere propositivo e fiducioso nell’instaurare dei legami, nel trovare il modo di passare il proprio tempo con i pari mantenendo e costruendo giorno dopo giorno la propria identità.

Dobbiamo supportarlo nella costruzione dei legami perché anche se ci sembra banale e insita nella natura umana la socialità è complessa almeno quanto fondamentale. 

Come fare per individuare se un ragazzo è a rischio di sviluppare problemi di relazione come solitudine e isolamento?

  • Osserviamo quanto spesso esce / chatta con gli amici.
  • Le persone che frequenta sono sempre le stesse? 
  • Condivide con loro idee/ hobby?
  • Viene cercato dagli altri?
  • C’è un’amica/ un amico che preferisce?
  • Abbiamo notato dei cambiamenti nel suo comportamento?


Una volta che abbiamo raccolto qualche informazione in più proviamo a parlare, ma soprattutto ad ascoltare. Possiamo anche raccontare delle nostre adolescenze dei problemi che abbiamo affrontato e dei tentativi che abbiamo fatto per trovare una soluzione (ricordiamoci di parlare anche dei nostri insuccessi!!).

Davanti a un problema evitiamo di fare paternali o elargire consigli perché un adolescente deve sentire di trovare da solo la sua strada.

Possiamo limitarci ad accogliere la confidenza, rassicurarlo sul fatto che troverà il modo giusto per superare le difficoltà.

Possiamo dirgli  ciò che ha funzionato in passato per noi precisando che ogni situazione è a se per cui non ci aspettiamo che faccia le stesse cose che abbiamo fatto noi. 


Altre volte i ragazzi fanno fatica ad ascoltare o a raccontare i propri pensieri a chi fino a quel momento è stato per loro una guida  (genitore, insegnante), non dobbiamo restarci male perché questo è indicatore del fatto che si ha un ruolo ben definito nella vita di quel ragazzo per cui forse c’è bisogno di una persona esterna che lo supporti in una fase diversa di crescita.

L’importante è esserne consapevoli che anche questo è un modo di aiutare, proteggere, sostenere, dare spazio. 

Come uscire dalla sensazione di solitudine ed isolamento giovanile?

In casi più gravi risolvere questi problemi non è affatto semplice e potrebbe rendersi necessario l’intervento di un esperto terapeuta capace di seguire il ragazzo/a in un percorso di crescita e consapevolezza di se.

Rivolgersi a uno psicologo, psicoterapeuta è certamente la scelta più idonea che consente di avere una garanzia di professionalità e conoscenza approfondita delle problematiche.

Se anche tu senti il bisogno di confrontarti con un professionista abilitato per la risoluzione di problematiche di solitudine e isolamento di un giovane contattami per un colloquio conoscitivo.

Analizzaremo insieme il problema e cercheremo di trovare la soluzione più adatta al caso.

Per maggiori informazioni, contattami compilando il modulo contatti.

Condividi sui social

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *